Non so voi, ma io quando vedo qualcosa di bello – parlo di cose fatte dal genere umano, tipo un manufatto, una statua, un maglione, un’unghia laccata, non cose tipo un tramonto o un ruscello di montagna.
Quando vedo che qualcuno riesce
a produrre qualcosa di davvero bello – ma parlo di una cosa fattibile,
replicabile, non tipo la Gioconda o la Basilica di San Marco.
Quando una persona fa una
cosa bella che un’altra persona mediamente dotata possa rifare, insomma… mi
viene voglia di emularla.
Non c’ho mai provato né
con statue, né con maglioncini (al massimo con una sciarpa che poi è venuta
tutta storta), ma con altre cose, sì: quadri, mini album scrapposi, romanzi (ok,
testi brevi) e anche con il fimo. Conta il fimo?
Dato che rientro nella
categoria delle persone mediamente dotate, ho ottenuto risultati anche
abbastanza gradevoli e quel che è importante, si è trattato sempre di
esperienze appaganti.
Insomma, nella mia vita di
improvvisatrice c’è della soddisfazione.
Ma la gioia di emulare i
grandi della fotografia in BN, quella…
Ma anche meno: la gioia di
fotografare in BN senza avere la pretesa di copiare qualcun altro… Quella è
unica.
Alcuni motivi li ho già elencati, ma me ne
vengono in mente altri legati anche alla fase di stampa:
veder affiorare un viso
dal bagno di sviluppo ha dell’incanto,
un’immagine può urlare o
bisbigliare a seconda di come ti giochi i contrasti,
in camera oscura non
importa quanti errori fai perché per ogni errore hai infinite possibilità di
rimediare.
Solo per fare qualche
esempio.
Sono comunque aperta a suggerimenti.
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