Intro 5 - La forza dell'emulazione

Non so voi, ma io quando vedo qualcosa di bello – parlo di cose fatte dal genere umano, tipo un manufatto, una statua, un maglione, un’unghia laccata, non cose tipo un tramonto o un ruscello di montagna.

Quando vedo che qualcuno riesce a produrre qualcosa di davvero bello – ma parlo di una cosa fattibile, replicabile, non tipo la Gioconda o la Basilica di San Marco.

Quando una persona fa una cosa bella che un’altra persona mediamente dotata possa rifare, insomma… mi viene voglia di emularla.

Non c’ho mai provato né con statue, né con maglioncini (al massimo con una sciarpa che poi è venuta tutta storta), ma con altre cose, sì: quadri, mini album scrapposi, romanzi (ok, testi brevi) e anche con il fimo. Conta il fimo?

Dato che rientro nella categoria delle persone mediamente dotate, ho ottenuto risultati anche abbastanza gradevoli e quel che è importante, si è trattato sempre di esperienze appaganti.

Insomma, nella mia vita di improvvisatrice c’è della soddisfazione.

Ma la gioia di emulare i grandi della fotografia in BN, quella…

Ma anche meno: la gioia di fotografare in BN senza avere la pretesa di copiare qualcun altro… Quella è unica.




Alcuni motivi li ho già elencati, ma me ne vengono in mente altri legati anche alla fase di stampa:

veder affiorare un viso dal bagno di sviluppo ha dell’incanto,

un’immagine può urlare o bisbigliare a seconda di come ti giochi i contrasti,

in camera oscura non importa quanti errori fai perché per ogni errore hai infinite possibilità di rimediare.

Solo per fare qualche esempio.

Sono comunque aperta a suggerimenti.

 

PS: che poi, suggerimenti ok, ma per cosa? Quando uno è innamorato ha le fette di salame sugli occhi e nella sua mente vede cose che gli altri non vedono. L’amore per il bello è personale. “Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, è già stato detto?

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